Carta di identità
Cominciamo dall’inizio. Quando sei nata?
Io esisto da sempre, ma non è stato facile individuarmi. Ho tentato di nascondermi, e ci riesco bene perché sono insapore, con un leggero pizzico di amarezza. In Germania, i primi ad accorgersi di me sono stati un poeta, Goethe, e un giovane medico, Runge, che nel 1819 mi hanno smascherato.
Qual è il tuo aspetto?
Se mi estraggono mi presento come una pasta e, se vengo centrifugata, divento una polvere bianca inodore, simile alla maizena.
Mi sciolgo molto facilmente nell’acqua calda e sono meno solubile in quella fredda.
Osservata al microscopio, assumo la forma di cristalli prismatici lunghi, flessibili, dai contorni irregolari.
Dove vivi?
Tutti mi conoscono perchè sono presente nel caffè.
Ma mi potete trovare anche nel tè, nel tè verde, nel cioccolato, nei soft drinks, cioè in tutte le bibite a base di cola.
Sono presente anche nel guaranà, ricavato da un arbusto originario del sud America.

